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Calcolatore detrazione fotovoltaico

Calcolatore gratuito della detrazione fiscale per fotovoltaico in Italia. Stima il Bonus Ristrutturazioni 50%, il Reddito Energetico Nazionale, l'IVA 10% e gli incentivi delle Comunità Energetiche.

Calcolatore detrazione fiscale fotovoltaico

Costo lordo
9500 €
Incentivo totale
4750 €
Valore detrazione IRPEF: 4750 €
Valore bonus aggiuntivo: 0 €
Costo netto dopo incentivi
4750 €
Sconto effettivo
50%
Incentivo forte — detrazione IRPEF su 10 anni

Come usare questo calcolatore

Il calcolatore somma la detrazione IRPEF, il bonus aggiuntivo (Reddito Energetico o CER) e il costo lordo per ottenere il costo netto effettivo per le famiglie italiane:

  1. Costo lordo del sistema — prezzo del contratto firmato con l’installatore prima di qualsiasi incentivo. In aprile 2026 un impianto FV residenziale da 4 kWp con inverter ibrido costa 7.500–10.000 € chiavi in mano; un 6 kWp con accumulo da 5 kWh costa 12.000–16.000 €. La mediana Anie Rinnovabili Q1 2026 è 1.700 €/kWp per il residenziale ≤ 6 kWp.
  2. Detrazione IRPEF (% del costo) — inserire 50 se l’installazione è completata entro il 31 dicembre 2025 sulla prima casa (Bonus Ristrutturazioni Art. 16-bis TUIR confermato Legge Bilancio 2025); inserire 36 dal 1° gennaio 2026 salvo proroga; inserire 30 per la seconda casa dal 2026.
  3. Bonus aggiuntivo / Reddito Energetico (€) — slot per contributi a fondo perduto. Inserire qui il Reddito Energetico Nazionale (fino a 11.000 € per famiglie ISEE ≤ 15.000 €), o il valore NPV della Tariffa Incentivante Premio CER (~8.000 € per impianto residenziale 5 kWp che condivide il 60% della produzione).

Come funziona il calcolo per i residenti italiani

L’Italia ha la struttura di incentivi residenziale più complessa d’Europa, con una grossa detrazione IRPEF su 10 anni (Bonus Ristrutturazioni 50%), un contributo a fondo perduto specifico per famiglie ISEE basso (Reddito Energetico), e una tariffa premio per chi aderisce a una Comunità Energetica:

costo_lordo               = prezzo contratto (IVA 10% inclusa)
detrazione_IRPEF          = costo × 50% (96.000 € tetto), spalmata in 10 anni
contributo_fondo_perduto  = Reddito Energetico (se ISEE ≤ 15.000 €) oppure 0
TIP_CER                   = 110 €/MWh × kWh_condivisi × 20 anni (NPV)
costo_netto               = costo_lordo - detrazione - contributo_fondo_perduto

Esempio pratico per una famiglia in Toscana (aprile 2026):

  • 5 kWp FV + 5 kWh accumulo BYD Battery-Box, prezzo contratto: 9.500 € (IVA 10% inclusa)
  • Bonus Ristrutturazioni 50% (entro 31 dic 2025): 4.750 € spalmato in 10 anni (475 €/anno)
  • Adesione a CER locale, condivisione 60% della produzione (3.600 kWh/anno × 110 €/MWh = 396 €/anno): NPV 20 anni ~5.500 €
  • Costo netto effettivo (con CER): 9.500 - 4.750 = 4.750 € (al netto della detrazione IRPEF)
  • Ulteriore beneficio CER 20 anni: ~5.500 € (flusso aparte, non riduce costo iniziale)
  • ROI 20 anni considerando TIP CER + autoconsumo + detrazione: ~22.000 € netti

Bonus Ristrutturazioni 50% — il pilastro fiscale

Il Bonus Ristrutturazioni Edilizie (Art. 16-bis del TUIR, Testo Unico Imposte sui Redditi DPR 917/1986) è la detrazione IRPEF storica per interventi di recupero edilizio, esteso al fotovoltaico dalla circolare Agenzia Entrate 36/E del 31 maggio 2007:

Anno completamentoAliquota prima casaAliquota seconda casaTetto di spesa
Fino al 31/12/202550%36%96.000 €
2026 (salvo proroga)36%30%96.000 €
2027 (salvo proroga)36%30%48.000 € (default storico)

Procedura cumulativa per ottenere la detrazione:

  1. Pagamento tracciabile: bonifico parlante (causale: “Bonifico relativo a lavori di ristrutturazione che danno diritto alla detrazione prevista dall’Art. 16-bis del DPR 917/1986”), CF beneficiario, P.IVA fornitore. Le banche italiane offrono modulo dedicato.
  2. Documenti obbligatori: fattura quietanzata, copia del bonifico, abilitazione DM 37/2008 dell’installatore, dichiarazione di conformità dell’impianto, asseverazione tecnica del progettista.
  3. Comunicazione ENEA: entro 90 giorni dalla fine dei lavori, comunicazione obbligatoria sul portale bonusfiscali.enea.it. Pena della perdita della detrazione.
  4. Compilazione dichiarativa: 10 quote annuali nel quadro RP (rigo RP41–RP47 per il 730, codice 16 per fotovoltaico) o quadro RP del Modello Redditi PF.
  5. Conservazione documentale: 10 anni dalla scadenza dell’ultima detrazione (totale 20 anni di conservazione).

Cessione del credito e sconto in fattura sono stati abrogati dal D.L. 11/2023 (“Decreto Cessione”) per la quasi totalità dei bonus edilizi residenziali. Per nuovi interventi 2026 la fruizione è solo via dichiarazione personale dei redditi — non più cessione né sconto in fattura per il privato (eccezione: zone alluvionate Emilia-Romagna 2023 e abitazioni del Centro Italia colpite dal sisma 2016).

Reddito Energetico Nazionale — il fondo perduto

Decreto MASE 8 agosto 2023, gestito dal GSE (Gestore Servizi Energetici):

  • Beneficiari: famiglie residenti con ISEE ≤ 15.000 € (≤ 30.000 € per famiglie con 4 o più figli)
  • Importo: contributo a fondo perduto fino a 11.000 € per impianto residenziale tra 2 e 6 kWp
  • Cumulabilità: con Bonus Ristrutturazioni 50% solo se il contributo non supera la spesa sostenuta. Non cumulabile con Superbonus 110%.
  • Fondi disponibili: 200 milioni €/anno fino al 2027 (rifinanziamento Legge di Bilancio 2024)
  • Domanda: portale GSE.it sezione Reddito Energetico, con DSU ISEE valida e preventivo dell’installatore. Bando “a sportello” — primo arrivato primo servito.

Stima di disponibilità: 200 mln € / 11.000 € medi = ~18.000 famiglie/anno in tutta Italia. Le regioni del Sud (Campania, Calabria, Sicilia, Puglia) tipicamente assorbono la maggioranza dei fondi. Verifica residui nel portale GSE prima di pianificare.

Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) — la TIP a 110 €/MWh

D.Lgs. 199/2021 e Decreto MASE 414/2023 (entrato in vigore gennaio 2024):

Tariffa Incentivante Premio (TIP):

  • CER residenziale: 110 €/MWh per i primi 600 kWh/kW di produzione annua
  • Durata: 20 anni dall’entrata in esercizio dell’impianto
  • Cumulabilità: con Bonus Ristrutturazioni 50%, con Scambio sul Posto pre-esistente per la quota non condivisa, NON cumulabile con Superbonus

Condizioni per la CER:

  • Impianti residenziali ≤ 1 MW (pratica: 3–10 kWp)
  • Tutti i membri della CER devono essere connessi alla stessa cabina primaria (zona di mercato di scala media-piccola, mappa GSE pubblicamente consultabile)
  • Configurazione legale: associazione/cooperativa con statuto conforme; possibile anche configurazione “Gruppo di Autoconsumo Collettivo” (GAC) per condomini
  • Impianto entrato in esercizio dopo il 16 dicembre 2021

Stima del valore TIP per impianto residenziale 5 kWp:

  • Produzione annua: ~6.000 kWh
  • Quota condivisa CER tipica: 60% = 3.600 kWh
  • TIP annua: 3.600 × 0,110 = 396 €
  • TIP totale 20 anni: 7.920 € (NPV ~5.500 € a tasso sconto 4%)

CER più attive in aprile 2026 (bandi ed elenchi GSE):

  • Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto: 60+ CER attive ciascuna
  • Sud Italia (Campania, Sicilia, Puglia, Calabria): rapida crescita 2024–2026 grazie al PNRR (M2C2 — fondi per CER nei comuni ≤ 5.000 abitanti del Mezzogiorno con 40% contributo a fondo perduto sull’investimento iniziale)

IVA 10% sul fotovoltaico residenziale

Tabella A — parte III, n. 127-quinquies del DPR 633/1972 (Testo Unico IVA), come modificato dal DL 17/2022:

  • IVA al 10% (aliquota agevolata) per fornitura e posa in opera di impianti fotovoltaici su immobili residenziali
  • Si applica sia ai materiali sia alla manodopera
  • L’installatore deve essere abilitato DM 37/2008
  • L’immobile deve essere ad uso residenziale (categoria catastale A escluso A/10)

Risparmio: per un impianto da 9.500 € + IVA, IVA 10% = 950 € contro IVA 22% = 2.090 €, risparmio di 1.140 €. L’IVA 10% è già inclusa nel prezzo finito di un’offerta di installatore italiano regolare.

Ritiro Dedicato (RID) — il post-Scambio sul Posto

Lo SSP è chiuso a nuovi impianti dal 1° gennaio 2025. Il regime sostitutivo è il Ritiro Dedicato (RID) gestito dal GSE:

  • Il GSE ritira l’energia immessa in rete a un prezzo zonale orario (Prezzo Unico Nazionale orario, PUN orario)
  • PUN orario medio aprile 2026: 9–12 ct/kWh secondo ARERA (vs costo della bolletta domestica AU/Tutela ARERA 28–32 ct/kWh)
  • Il valore economico dell’autoconsumo (28–32 ct/kWh evitati) è significativamente superiore al valore del RID — strategia: massimizzare l’autoconsumo (con accumulo, controllo dei carichi, pompa di calore + boiler in ore solari)
  • Per impianti grandi non residenziali esistono tariffe FER X riservate a impianti > 1 MW

Combina con calcolatore investimento, calcolatore costo e calcolatore tempo di rientro

Quadro completo: questo calcolatore mostra la pila di incentivi al giorno 1; il calcolatore di investimento copre il regime impresa (super-ammortamento, Industria 4.0); il calcolatore di tempo di rientro trasforma tutto in anni di break-even (tipicamente 6–9 anni in Italia con Bonus 50% + autoconsumo); il calcolatore di costo valida il tuo prezzo contro i benchmark Anie Rinnovabili.

Fonti

Domande frequenti

Quale detrazione IRPEF posso ottenere per il fotovoltaico nel 2026?
Il Bonus Ristrutturazioni Edilizie (Art. 16-bis TUIR — DPR 917/1986) permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per l'installazione di impianti fotovoltaici sulla prima abitazione, con tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. La Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) ha confermato l'aliquota al 50% fino al 31 dicembre 2025 per la prima abitazione (36% per la seconda casa), poi a partire dal 1° gennaio 2026 l'aliquota standard scende al 36% per la prima casa e al 30% per le seconde case, salvo proroga nella Legge di Bilancio 2026. Tetto di spesa invariato a 96.000 €.
Come si applica concretamente la detrazione del 50% in dichiarazione?
La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo da indicare nel quadro RP del modello 730 o Redditi PF. Per un impianto fotovoltaico da 9.500 € installato nel 2025 con detrazione 50% = 4.750 € totali, si detraggono 475 €/anno per 10 anni. Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico parlante con causale legge 449/97 art.1 c.1, con codice fiscale del beneficiario e partita IVA del fornitore) e si conservano fattura, bonifico, dichiarazione di conformità DM 37/08, asseverazione del tecnico abilitato e ricevuta della comunicazione ENEA da effettuare entro 90 giorni dalla fine dei lavori sul portale bonusfiscali.enea.it.
Cos'è il Reddito Energetico Nazionale?
Il Reddito Energetico Nazionale (DM MASE 8 agosto 2023) è un contributo a fondo perduto fino a 11.000 € per l'installazione di impianti fotovoltaici residenziali destinato a famiglie con ISEE ≤ 15.000 € (≤ 30.000 € per famiglie con quattro o più figli). Il contributo è gestito dal GSE — Gestore Servizi Energetici — e copre l'acquisto e l'installazione di impianti di potenza compresa tra 2 kWp e 6 kWp. La misura è rifinanziata fino al 2027 con stanziamento di 200 milioni € l'anno. Le domande si presentano sul portale GSE; chi ha già beneficiato del Superbonus 110% non è ammesso. Per le famiglie idonee, il Reddito Energetico è cumulabile con il Bonus Ristrutturazioni 50% solo se il valore del contributo non supera la spesa effettivamente sostenuta — in pratica spesso il Reddito Energetico copre l'intero costo.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) offrono benefici aggiuntivi?
Sì, attraverso la Tariffa Incentivante Premio (TIP) regolata dal D.Lgs. 199/2021 e dal Decreto MASE 414/2023. Le CER sono associazioni tra cittadini, imprese e enti locali che condividono l'energia prodotta da impianti rinnovabili. Per le CER residenziali (tipicamente fotovoltaico ≤ 1 MW): la TIP è di 110 €/MWh per i primi 600 kWh/kW di produzione annua, riconosciuta per 20 anni dalla data di entrata in esercizio. Su un impianto residenziale da 5 kWp che produce 6.000 kWh/anno e condivide 4.000 kWh con la CER, la TIP genera 4.000 × 0,110 = 440 €/anno × 20 anni = 8.800 € NPV aggiuntivi. Cumulabile con detrazione 50% Bonus Ristrutturazioni e con lo Scambio sul Posto solo per la quota non condivisa.
Lo Scambio sul Posto è ancora attivo nel 2026?
Lo Scambio sul Posto (SSP) ha cessato di essere accessibile a nuovi impianti dal 31 dicembre 2024. Gli impianti già attivi mantengono il regime SSP fino alla scadenza naturale della convenzione (15 anni dall'attivazione). Per nuovi impianti il regime è il Ritiro Dedicato (RID) gestito dal GSE: il GSE ritira l'energia immessa in rete a un prezzo orario zonale (PUN orario, mediamente 9–12 ct/kWh nel 2026 secondo ARERA). RID è meno vantaggioso dello SSP per impianti residenziali con basso autoconsumo, ma può essere superato dalla CER se la zona ha una CER attiva.

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